i dintorni

Il Ristorante pizzeria Al Paradise è situato in una posizione centrale rispetto alle bellezze presenti in tutta la regione, inoltre è situato a pochissimi chilometri dall’aeroporto di Bari Palese. E’ dunque il ristorante ideale per chi appena atterrato in Puglia voglia concedersi subito un viaggio gastronomico all’insegna dell’ottima cucina pugliese legata al mare ed alle sue bontà.
Ecco alcuni consigli per chi decide di visitare la Puglia, alla scoperta del territorio e de i dintorni di Bari, dove, nel raggio di pochi chilometri, si trova un patrimonio immenso di natura, arte e architettura. Ma anche meraviglie enogastronomiche, feste, sagre e artigianato. Un road trip in cui non manca niente, per scoprire che il tacco d’Italia non è solo mare, ma molto di più. Ecco dove andare, cosa vedere per non perdersi nulla.

BARI
Con una superficie di oltre cento chilometri quadrati su cui si collocano più di trecentomila abitanti (circa duemila per chilometro quadrato), la città è uno dei maggiori porti dell’Adriatico soprattutto se teniamo conto degli scambi con la Penisola Balcanica.
Ciò che colpisce di Bari è il contrasto tra la città nuova e la città vecchia, la prima fatta di moderni edifici e stradoni diritti, la seconda invece di stradine tipicamente medioevali e piccole casupole; sono case costruite l’una vicina all’altra a formare una sorta di unico nucleo cosicchè gli abitanti potessero difendersi dall’attacco dei nemici.
Particolarmente suggestiva è la città vecchia di Bari che riconduce ai tempi passati, all’epoca romana, e accoglie i monumenti che rendono attraente la città: ecco dunque la Cattedrale, la Basilica di San Nicola e il Castello che ‘abita’ il territorio dal Duecento.

Ora Bari rappresenta una città moderna e frenetica che si fa conoscere per la Fiera del Levante o del Mezzogiorno la quale annualmente dal 1930 costituisce la manifestazione merceologica simbolo della laboriosità dei Baresi; Bari è inoltre sede di un’università, tra l’altro una delle più frequentate nel Sud d’Italia.

TRANI
A pochi chilometri, in direzione nord si trova una delle cittadine più belle della puglia. Trani.
Stupefacente, nel senso lato della parola, l’immagine della Cattedrale sul mare: ma è tutto il borgo antico, il quartiere ebraico con le sue tre sinagoghe, il Castello Svevo per tre quarti sull’acqua, i palazzi nobiliari che si affacciano sul porto, le antiche chiese e il Tribunale, a rendere questa città assolutamente indimenticabile. Antico centro marittimo e mercantile, oggi sede di una darsena comunale attracco di vele e fuoribordo, Trani è fatta di pietra rosea offerta dal suo stesso sottosuolo. Un colore che rimane negli occhi del visitatore, insieme alla fotografia completa di una città museo.
Da visitare senza dubbio LA CATTEDRALE SAN NICOLA IL PELLEGRINO TRANI,edificata in onore di San Nicola Pellegrino, la costruzione fu iniziata nel 1099, anno della canonizzazione del Santo, e venne portata a termine nel 1143 senza…
Il Castello Svevo Trani, uno dei più begli esempi di fortificazioni fatte erigere in Puglia da Federico II di Svevia.
Palazzo Beltrani, affacciato sull’omonima strada nel borgo antico, è un luogo rappresentativo della città, per essere stato nell’Ottocento la dimoradi Giuseppe Beltrani (per due volte sindaco), vero e proprio mecenate delle arti, tanto da promuovere i restauri del teatro comunale (purtroppo demolito nel 1958) e da essere committente del sipario dipinto da Biagio Molinaro.
LA SINAGOGA DI SCOLANOVA Come quella di Sant’Anna, la chiesa di Santa Maria Scolanova (sec. XIII), è stata una delle quattro sinagoghe esistenti nel quartiere ebraico della città. Oggi vi si accede per mezzo di una scalinata esterna addossata alla facciata occidentale dell’edificio che è costruito tutto in pietra.
LA CHIESA DI OGNISSANTI ( DETTA DEI TEMPLARI) TRANI
detta anche dei Templari, le cui absidi si rispecchiano nelle acque del porto, è stata costruita dall’Ordine dei Cavalieri Templari nella prima metà del XII sec.; ha pianta basilicale a tre navate divise da un colonnato, senza transetto. L’ingresso alla chiesa è protetto da un portico che costituisce una pregevole singolarità nell’architettura romanico-pugliese.

BARLETTA
Sempre in direzione nord ci si imbatte nella città di Barletta, nota in tutto il mondo come la città della Disfida, dal nome dell’episodio della guerra tra francesi e spagnoli all’inizio del’500.
Fitta, brulicante, movimentata, vivace: dell’importante emporio commerciale che fu fin dall’antichità, Barletta ha conservato, visibili e vividi, i caratteri distintivi. Una città dove il mare sembra non vedersi mai, eppure all’improvviso appare, in un’apertura panoramica insolitamente libera e vasta. Una città borghese e mercantile dal volto antico e dalla struttura complessa, prima ancora che una città semplicemente «marittima». Sul mare, il Castello federiciano, simbolo del potere svevo e di tutti i poteri che si sono succeduti nei secoli, è anche oggi luogo cardine delle istituzioni e della cultura della città, e rammenta la storica posizione di privilegio e cruciale di Barletta: luogo di incoronazioni, di promulgamento di leggi, di adunate, punto di partenza delle Crociate e ponte ideale verso la Terra Santa, sede doganale, avamposto strategico per Federico II e regno incontrastato poi di Manfredi, insomma nodo d’importanza estrema per tutto il territorio.

CASTEL DEL MONTE
Castel del Monte, a 60 km da Bari, è uno dei 49 siti italiani che l’Unesco ha inserito nel 1996 nel World Heritage List.
Fatto costruire da Federico II di Svevia nel XIII secolo, il Castello domina, con la sua massiccia struttura ottagonale, il piccolo tratto delle Murge occidentali situate a 18 km da Andria. Castel del MonteConsiderato universalmente un geniale esempio di architettura medievale, Castel del Monte in realtà unisce elementi stilistici diversi, dal taglio romanico dei leoni dell’ingresso alla cornice gotica delle torri, dall’arte classica dei fregi interni alla struttura difensiva dell’architettura fino alle delicate raffinatezze islamiche dei suoi mosaici.
Costruito intorno al 1240, Castel del Monte divenne la sede permanente della corte di Federico II di Hohenstaufen, diventato a soli tre anni sovrano del Regno di Sicilia. Il monarca, soprannominato “Stupor Mundi” per l’eclettismo e la vastità della sua cultura, lasciò in eredità al suo Castello tutto il mistero che ne circondava la figura.
Il rigore matematico e astronomico della sua planimetria, basata sull’otto come numero guida e il suo posizionamento, studiato in modo da creare particolari simmetrie di luce nei giorni di solstizio ed equinozio, creano un simbolismo che appassiona da secoli gli studiosi, lasciando ai visitatori una sensazione di piacevole enigma. In aggiunta a questo l’impianto militare Castel de Monte curiosamente manca degli elementi che caratterizzano la maggior parte dei monumenti militari del periodo come le mura di cinta, il fossato e le stalle.
La solida compattezza della pietra calcarea mista a quarzo delle facciate è scalfita su ogni lato da finestre monofore al primo piano, bifore al secondo e in un caso trifora. L’ingresso principale, in breccia corallina, riproduce la forma di un arco trionfale classico che incornicia un arco a sesto acuto, definito come “una sorta di preludio al Rinascimento”. L’interno, con le sue alte volte a crociera o a botte, appare ormai spoglio da tutte quelle decorazioni che nel passato rendevano i suoi spazi maestosi, testimoniate da resti di marmo e mosaici in gran parte scomparsi dopo secoli di incuria e vandalismo.
I due piani interni sono collegati nelle torri da scale a chiocciola disposte in senso antiorario, a differenza delle altre costruzioni difensive dell’epoca. Di particolare interesse è l’installazione idraulica per i servizi igienici, di origine orientale.
Capolavoro di inestimabile valore della storia d’Italia, Castel del Monte merita pienamente il titolo di “patrimonio dell’umanità”: un luogo da vivere nei suoi mille misteri e da visitare almeno una volta nella vita.

ALTAMURA, TERRE DI MURGIA
Modernità e tradizioni locali si uniscono senza scontrarsi. Atmosfere eleganti e scorci che alternano claustri ed eleganti palazzi storici ad angoli di storia che sembra essersi fermata qui. Perdetevi tra le vie del centro, entrate nei claustri (in dialetto locale, gnostr), dei paesi nel paese, nati in passato come aggregazione spontanea di gruppi famigliari o etnici. Non rinunciate a visitare la Cattedrale, in cui si fondono una serie di stili unica nel suo genere: arte romanica, neoclassica, barocca e rococò.

CONVERSANO, SUD EST BARESE
Vi stupirà notare come a distanza di pochi passi, e attraversando vicoli dalle dimensioni estremamente ridotte, Conversano riesca a offrire edifici e monumenti così maestosi. Residenza dei Conti di Conversano per sette secoli, il Castello oggi vi farà da punto di riferimento ovunque siate. La Cattedrale vi conquisterà, il Santuario di Santa Rita vi lascerà senza fiato, per la sostanziale differenza tra esterno e interno. Ancora una volta, il modo migliore per scoprire la città è perdercisi, gustandosi i percorsi.

MOLA DI BARI, SUD EST BARESE
Rotta verso il mare, direzione Mola di Bari. Sulla strada, fate tappa a Rutigliano, alla scoperta del Museo del Fischietto, dove sono raccolti centinaia di fischietti dalle forme più disparate.

PUTIGNANO E LA GROTTA DEL TRULLO, SUD EST BARESE
Famosa per la sua tradizione nella lavorazione della cartapesta, Putigliano ospita ogni anno un Carnevale tra i più appariscenti al mondo, grazie alla sfilata dei carri allegorici, ogni anno più elaborati e grandiosi. Se volete conoscerne la storia, passate dal museo tematico della Biblioteca Comunale, dove si trovano numerosi (ed esilaranti) esempi di pupazzi in cartapesta. Sempre in zona, scendete sottoterra nella Grotta del Trullo, ricchissima di concrezioni dal caratteristico colore rosso.

ALBEROBELLO, TERRA DEI TRULLI E DI BARSENTO
Non ha bisogno di presentazioni il regno dei trulli, dove si respira l’aria del passato, di tradizione, di una civiltà rurale che non ha mai dimenticato le proprie origini. Paesaggi suggestivi, architettura unica al mondo, cultura e artigianato.

LOCOROTONDO, VALLE D’ITRIA
I caratteristici tetti aguzzi fatti di chiancarelle grigie fanno svettare le case di questo centro in modo spesso emozionante. Un mosaico di vicoli, in cui la prima cosa che si nota è la cura per i balconi delle case. Il bianco della calce avvolge tutto, e rende ancora più evidenti i colori dei fiori che spuntano su ogni finestra e sui balconi fioriti, di cui gli abitanti vanno estremamente fieri e con cui annualmente si sfidano in un concorso che ha un unico vincitore. Non perdete di sbirciare nelle botteghe artigianali, dove si trovano intrecciatori di cestini di vimini e maestre dell’uncinetto.

MARTINA FRANCA, VALLE D’ITRIA
Merita una visita il Palazzo Ducale di Martina Franca, dove le stanze si snodano in un tripudio di dipinti e affreschi. Una volta fuori, perdetevi tra i vicoli di case spioventi, tutte uguali, uniformi, candide, fino a scoprire, dopo una svolta, una scenografia di facciate barocche che si superano a vicenda.

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